FLESSIONE DELLE DOMANDE DI MUTUO

Pausa riflessiva sui recenti segnali positivi relativi all’auspicata ripresa del comparto immobiliare.

Il continuo avvicendarsi di notizie positive e negative equilibrano infatti le previsioni che, in verità, senza specifichi strumenti di incoraggiamento, sono destinate a compensare, nel breve periodo, ogni riscontro. Sperare di individuare la tendenza economica di un settore merceologico sulla base limitata di elementi statistici puo’ significare l’eccessiva semplificazione dei criteri di analisi che devono includere elementi ambientali e di comparazione con le diverse grandezze economiche che interagiscono nel settore esaminato. In sintesi non c’e’ da meravigliarsi se le richieste di mutuo stanno collassando: la mancata crescita economica comporta riflessi sugli entusiasmi e sui bisogni, tali da raffreddare nuovi progetti. La diffusione della precarieta’ nei contratti di lavoro inoltre complica la presentazione di un profilo creditizio degno di merito. Peraltro i numeri sostenuti di mutui fino a ieri, rappresentavano per buona parte surroghe di mutui gia’ stipulati e, come e’ facile comprendere, costituiscono un serbatoio in via d’esaurimento. A fronte di un sistema creditizio in affanno, e’ scontato comprendere quale progressione possano avere i trasferimenti immobiliari, con le inevitabili pesanti conseguenze sui mancati profitti che il sistema sarebbe in grado di generare. Forse, dopo questo lungo periodo di applicazione delle teorie di contenimento della spesa, sarebbe opportuno individuare seriamente una programmazione di crescita e sviluppo. E sarebbe opportuno che tale auspicabile cambiamento di rotta avvenga prima che le professionalita’ tecniche del settore – funzionali a tale cambiamento – non siano disperse dal tempo e dall’inerzia soporifera di una politica inconcludente.

Mutui in calo del 16% ad aprile

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